Gazzetta del Sud – 7 Aprile 2013
Diga sul Metramo, pietra miliare di una Calabria che si riscatta
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IL PROGRAMMA E IL GOVERNO
Non vi è alcun dubbio che gli uomini scelti da Napolitano a far parte dei due gruppi di lavoro appartengano alle tre aree politiche rappresentate da Berlusconi Bersani Monti e che essi non dovrebbero avere difficoltà a trovare una sintesi condivisa di un programma minimo di 4-5 punti comuni alle tre coalizioni.
La scelta del Quirinale quindi tende a escludere la componente grillina. Cio’potrebbe favorire un accordo tra queste tre forze politiche,che insieme fanno il 70% degli elettori italiani , non solo per formare il nuovo Governo ma anche eleggere insieme il nuovo capo dello Stato. Le basi di un simile accordo possono essere gettate oggi nel previsto incontro Berlusconi -Bersani, a cui può influire ancora una volta positivamente il Presidente della Repubblica anche con una sua disponibilità a guidare l’Esecutivo, da cui per il bene della Patria nemmeno Grillo potrebbe sfilarsi. Abbiamo la fondata speranza che, viste le gravissime difficoltà in cui si trova il Paese, il buon senso prevalga.
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LA DIGA DEL METRAMO E’ UNA REALTA’
Il giorno sei del mese di aprile sarà consegnata la relazione del collaudo definitivo della diga sul fiume Metramo in località Castagnara.
La diga, costruita dal Consorzio di bonifica della piana di Rosarno, faceva parte di uno “Schema idrico intersettoriale della Piana di Gioia Tauro-Rosarno” della Cassa per il Mezzogiorno, che comprendeva altri due serbatoi più modesti, non realizzati sul torrente Allaro e sul torrente Marepotamo nonché un sistema di condotte che avrebbe consentito un uso plurimo di 32-35 milioni di metri cubi di acqua all’anno.
La diga, realizzata in rilevato di tipo misto terra rockfill, ha avuto una lunga gestione progettuale.
Il progetto di massima fu presentato nel 1962, quello esecutivo negli anni settanta.
La tormentata realizzazione del manufatto ha subito una lunga serie di interruzioni, verifiche e perizie che hanno portato notevoli ritardi nel collaudo dell’opera.
I costi sono così lievitati da 39 miliardi di lire iniziali del 1962 ai 389 miliardi degli anni duemila, tanto che alcuni media hanno parlato di sprechi e grosse perdite per lo Stato.
In realtà all’opera, che avrà vita economica di oltre un secolo e consentirà lo sviluppo di una vasta area agricola densamente popolata, gestendo oltre trenta milioni di metri cubi di acqua a quota superiore a 800 metri sul livello del mare, gli esperti attribuiscono per difetto un valore attuale di almeno due miliardi di Euro.
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MISITI: SOLO NAPOLITANO UNISCE GLI ITALIANI
Si deve concordare con il Presidente della Repubblica che rifiuta una sua rielezione perché non si può lavorare al Quirinale fino all’età di 95 anni. Ma Egli ieri si è reso conto che l’Italia si è politicamente impantanata e solo lui è in grado di estrarla dalle sabbie mobili.
Lasci pure vivere il Governo Monti fino alla elezione del nuovo Capo dello Stato,il quale chiami Napolitano a guidare il Governo per sei mesi-un anno per approvare le leggi che i due gruppi di saggi suggeriranno.
Il sacrificio del Presidente di un ulteriore anno di lavoro consentirà nuove elezioni in un clima più sereno, che dovrebbero consentire al Paese di uscire dalla crisi.
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MISITI: LASCIARE GRILLO AL SUO DESTINO
Nel giorno di avvio delle consultazioni di Bersani per individuare una possibile maggioranza in Parlamento, il movimento 5 stelle manda un chiaro messaggio guidando, insieme all’alleato del PD Nichi Vendola, una sicura “gazzarra” contro il cantiere del TAV in Val di Susa, considerato dal PD un fattore fondamentale di sviluppo.
Quale prova più lampante di questa per dimostrare che Vendola e Grillo non possono essere alleati di governo per un PD impegnato ad aggregare le forze democratiche e riformiste onde far uscire il paese dalla crisi. In particolare che rapporto ci può essere tra il programma di un Renzi e quello nullista di costoro? Se Bersani non si avvedesse di queste differenze la sua esplorazione, affidatagli dal Capo dello Stato, non avrebbe alcuna possibilità di successo.
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MISITI: SI ARRIVI SUBITO AL GOVERNO DEL PRESIDENTE
L’Italia in recessione non può permettersi il lusso delle liturgie della prima Repubblica come sembra voglia fare il pre incaricato on. Pierluigi Bersani.
Ha proprio ragione Matteo Renzi: il risultato elettorale ha espresso tre minoranze, che per governare devono necessariamente accordarsi tra loro.
Ma poiché una di esse non vuole dare la fiducia se non a se stessa non rimane altro che formare subito un Governo che,con il sostegno di PD, PDL e dei montiani,possa proporre e far approvare la nuova legge elettorale, l’abolizione o la riduzione drastica dei rimborsi elettorali,la riforma della Costituzione abolendo le province e il bicameralismo perfetto , i provvedimenti per la ripresa economica come i piani organici sui lavori pubblici di manutenzione straordinaria antisismica e difesa idrogeologica.
Con un Governo di scopo di questo tipo, guidato da una personalità prestigiosa come ad esempio l’attuale Presidente della Repubblica, si può tornare alle urne in concomitanza con le elezioni europee, sicuri di aver superato il tunnel dell’antipolitica.
Una scelta così coraggiosa consentirebbe all’Italia di premere con successo su Bruxelles per modificare profondamente la linea pro tedesca dell’Unione, rendendo più forte la moneta e rafforzando sensibilmente il suo ruolo politico in campo mondiale.
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MISITI-IL PARLAMENTARE NON E’ UN IMPIEGATO
Lascia molto perplessi il primo passo effettuato dalla coppia di Presidenti Boldrini-Grasso, i quali, forse condizionati dalle loro precedenti attività e dal clima ostile al Parlamento che vive il Paese, vorrebbero stabilire per i parlamentari un diario e un orario di lavoro di tipo fordiano.
Si renderanno conto presto che quanto da loro annunciato è inattuabile e in più è contro gli interessi dei cittadini e della società italiana.
Le leggi infatti non si fanno a tavolino soltanto; se ciò fosse possibile basterebbero i funzionari delle Camere e dei Ministeri senza alcun bisogno di eleggere deputati e senatori.
Gli eletti dal popolo devono vivere la società dei cittadini elettori e quindi il rapporto con il territorio diviene fattore essenziale nel costruire proposte legislative corrispondenti ai bisogni delle moderne società.
Infatti nei paesi a democrazia più consolidata del nostro si attuano le sessioni parlamentari che durano una o più settimane per legiferare, lasciando liberi i parlamentari per uno o più mesi al fine di rapportarsi sempre più strettamente con le problematiche poste dalle società civili.
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L’ITALIA SI DEVE FAR VALERE
Marò Daniele Mancini
L’episodio gravissimo di revocare l’immunità diplomatica all’ambasciatore d’Italia a Nuova Delhi va condannato e contrastato con ogni mezzo non solo della diplomazia.
Di fatto l’ambasciatore italiano in India viene considerato allo stesso livello di una spia da parte della Corte suprema indiana .
Non è accettabile un eventuale comportamento bonista del Governo italiano, il quale dovrà invece operare con contromisure adeguate fino a minacciare lo stesso trattamento per l’ambasciatore indiano in Italia.
Contestualmente va coinvolta l’Unione Europea nella trattativa con l’India per trovare una soluzione definitiva al problema sorto tra i due Paesi a seguito dell’azione di antipirateria in acque internazionali effettuata dai Marò sulla nave mercantile Lexie.
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MISITI: LUCE IN FONDO AL TUNNEL O PERIRE
I tre partiti, che sostanzialmente hanno governato insieme nell’ultimo anno e che hanno ottenuto il 70 per cento dei voti nelle recenti elezioni politiche, si stanno scavando la fossa con le loro mani; litigano tra loro come da tradizione senza accorgersi che così facendo si troveranno nel prossimo futuro agli ordini di un fanatico assolutista e dittatore di nome e cognome Gianroberto Casaleggio. Costui ha già scritto cosa vuole fare in Italia e nel Mondo; tra i suoi obbiettivi vi e’quello della riduzione della razza umana da sette a un solo miliardo di persone, come si può leggere nel suo blog. Usa Grillo per sperimentare le sue farneticanti teorie per poi estenderle dall’Italia agli altri paesi attraverso la rete, che in futuro sarà l’unico vero strumento di comunicazione sul pianeta. Vuole rifare subito le elezioni politiche con la stessa legge elettorale per ottenere il primo posto e così governare a suo modo: no giornalisti italiani, no Rai , no euro, no Europa, no TAV, no termovalorizzatori, no rigassificatori etcetera.
L’Italia sprofonderebbe così in un vero e proprio abisso.
Ogni persona di buonsenso a questo punto non può non essere d’accordo sulla necessità assoluta di arrivare subito a un governo senza i grillini, guidato da una grande persona esterna alla diatriba politica, per fare alcune riforme indispensabili e tornare così a nuove elezioni in concomitanza con le elezioni europee.
Se Bersani, Monti e Berlusconi scegliessero questa via si dimostrerebbero statisti di prim’ordine.
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MISITI: ABBANDONARE LE POLEMICHE E FORMARE UN GOVERNO DI SCOPO
Il risultato delle elezioni politiche non consente di formare un governo con una maggioranza omogenea per l’intera legislatura. Va quindi seguita una strada non consueta perché il paese non puo’attendere oltre:c’è necessità infatti di un governo che affronti in Parlamento l’emergenza sociale e le tre riforme indispensabili concernenti la legge elettorale con una buona percentuale di preferenze,la riduzione drastica dei rimborsi elettorali con abolizione totale per i partiti che scelgono finanziamenti privati con relative detrazioni fiscali,il superamento del bicameralismo perfetto e il dimezzamento del numero dei parlamentari.
Realizzato questo programma minimo si ritorni a votare insieme alle elezioni europee del 2014 per avere un quinquennio di ulteriori riforme e di sviluppo che porti al superamento degli squilibri sociali e territoriali del nostro paese.
Tra i politici purtroppo nessuno ha il prestigio per guidare un simile governo se non il Presidente della Repubblica che fra qualche settimana sarà semplice Senatore a vita e allora affidiamoci a lui.